MANIFESTO

Potenza+ è un progetto concreto, fatto di numeri, persone, storie, coraggio ed ottimismo, un primo tangibile esempio è rappresentato dal Capodanno Rai, che ha fatto riscoprire al capoluogo della Regione Basilicata, Potenza, una fase del tutto inedita e positiva del suo racconto, portando una visibilità nazionale, con una coda lunga che ha nettamente superato le polemiche ed i benaltrismi. 

Potenza ha dimostrato a sé stessa ed all’Italia intera che non è più quella città anonima, fredda e grigia così come largamente descritta da narratori, giornalisti e opinionisti.

Le luci della ribalta televisiva, per una volta non legate ad episodi di cronaca nera, hanno consegnato alla città ed ai suoi abitanti una dimensione più globale e meno provinciale.

L’evento targato Rai, ha oltremodo dimostrato che a Potenza è possibile realizzare grandi obiettivi e progetti ambiziosi. Il lavoro sinergico delle Istituzioni e il carattere rispettoso e gentile dei potentini hanno contribuito nettamente alla positiva riuscita di un evento che resterà nella storia del capoluogo lucano. 

Non possiamo e non vogliamo disperdere questo entusiasmo e la buona pratica.

Potenza merita quindi un nuovo racconto ma anche una nuova stagione fatta di visioni, azioni, politiche più coraggiose e necessari strappi con le corde che ancora la legano ad un passato spesso lento e miope.

La Potenza delle idee vuole quindi essere un campo più largo di gioco, dove ogni cittadino può contribuire direttamente alla scrittura di politiche volte al cambiamento reale dello status quo.

In questo campo più largo vorremmo incontrare professionisti e disoccupati, studenti e docenti, storici ed intellettuali, artisti ed innovatori, operai e dirigenti, con l’obiettivo di immaginare e costruire il futuro possibile di Potenza, città che ha bisogno di sfidare continuamente la cultura del lamento e del pessimismo. 

La mobilitazione cognitiva che vogliamo realizzare punta a ricercare ed aggregare conoscenze, competenze e capacità diffuse sul territorio, tra i rappresentanti delle amministrazioni, dell'impresa, del lavoro e delle professioni, al fine di individuare metodi e contenuti partecipati di scelta pubblica e di governo da conferire ai player politici ed istituzionali.

Un movimento spontaneo e mai eterodiretto, fatto di coraggiosi ed ottimisti, che vuole costruire e non demolire, che punta ad aggiungere e non a sottrarre, che si rifà alla tradizione democratica e riformista internazionale e che proprio guardando con attenzione ai fenomeni globali vuole porre un argine al vento del populismo che spira forte e che ormai è giunto anche alle nostre porte. 

Alla violenza delle parole dei populisti noi vogliamo rispondere con la sobrietà riformista dei fatti. 

Non ci rassegniamo all’idea che la geografia sia già destino: vogliamo invece capovolgere la piramide della narrazione disfattista, realizzando però prima azioni positive e lungimiranti. 

Vogliamo portare la nostra azione nei quartieri, nelle strade più difficili, nelle periferie in cui si snoda la vita di questa nostra città. Dalla rigenerazione urbana all’educazione civica, dalla sicurezza per tutti i cittadini, alla centralità dell’Ospedale e dell’Università, poli di eccellenza, dal racconto delle storie che hanno fatto grande questa città, alla promozione di nuove forme di arte fino alla realizzazione più ampia della città intelligente. 

Potenza deve tornare ad esercitare con maggior vigore la leadership del capoluogo della Regione Basilicata, ovvero essere nella condizione di esprimere e condividere la massima “potenza” del proprio sapere, per diventare uno snodo centrale di servizi offerti non solo a tutto il territorio regionale, ma anche a tutti quei territori che intendono adottare le soluzioni individuate.

Potenza può essere il luogo in cui le idee più innovative trovano un terreno fertile dove nascere e crescere: con i centri di ricerca e l’Università, il supporto della Camera di Commercio, delle istituzioni regionali, degli istituti di credito, delle associazioni imprenditoriali, delle aziende e dei cittadini si può costruire il DIL, Distretto dell’Innovazione Lucana.

Potenza può essere la meta ideale anche di urbanisti e scrittori, di grandi artisti e di viaggiatori, di turisti in cerca di ritmi lenti e di buona cucina. Potenza può diventare la città dei diritti estesi a tutti, dell'accoglienza, dell'integrazione, del rispetto dell'ambiente, degli spazi di aggregazione per le generazioni, i generi, le genti. Una città modello in Italia per le buone prassi di cui è ricco il nostro terzo settore. La città dell'umanità. Con l’obiettivo del 2019 e di quello che verrà dopo,

Potenza può contribuire con la sua identità a rafforzare la strategia di Matera-Basilicata 2019. Oggi la città è collegata ottimamente con le grandi vie di trasporto ferroviarie, quale migliore occasione per diventare un nodo della rete? Questi ed altri saranno gli obiettivi che il nostro movimento si prefigge di realizzare, generando una rete di relazioni virtuose tra persone ed intelligenze diffuse. 

Non solo coloro che vivono in città, ma anche con quei potentini che vivono fuori ma che portano dentro il proprio vissuto questo luogo dell’anima, valutando le azioni concrete da avviare per valorizzare questo enorme capitale umano, privilegiando il riconoscimento del merito dei risultati raggiunti ed agevolando la diffusione dei saperi posseduti, anche al fine di non disperdere l’enorme patrimonio immateriale cittadino a rischio di estinzione.

Resistere o essere resilienti questa è la scelta che la città di Potenza deve fare: il cittadino è consapevole delle risorse che possiede Potenza? L’Amministrazione Comunale è pronta ad aprirsi verso nuovi scenari culturali basati sulla condivisione di nuovi immaginari? Le politiche urbane richiedono fortemente Strategie Strutturali e Operative su scala ridotta per poi definire lo scenario generale di una città (scala vasta). Quali strategie? Quali obiettivi? La democrazia tende a considerare il pensiero di tutti, ma non può fermarsi solo ad uno stadio rappresentativo del sistema sociale. 

La deliberazione delle idee rende grande una città seppur piccola: è la qualità del vivere che fa la differenza, non la quantità delle cose che si fanno. Le capacità individuali, come dice Amartya Sen, sono le vere risorse; tentare di strutturare una pianificazione partecipata per la città arricchirebbe il modo di vivere la città, ogni capacità “fa buon brodo”, ogni idea, ogni percezione, ogni sensazione, ogni iniziativa, potrebbero diventare le variabili strategiche di sviluppo e crescita di Potenza!

Non sono solo le distanze, a costruire un perimetro urbano ma anche la ricerca spasmodica di colmare la diversità, più o meno voluta e colpevole con la solidarietà. Quella solidarietà del sostituirsi, quella della condivisione quella di donare senza un fine diverso dal semplice supportarsi. Non può esistere città senza solidarietà. 

Da questa visione prende avvio il percorso verso la Potenza delle idee, consapevoli che non sarà facile e non sarà immediato. Ma con l’ottimismo della volontà che ci contraddistingue avviamo questo nostro lungo cammino, verso un futuro possibile. Verso la Potenza che tutti meritiamo.

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